Last News da Occupy Wall Street


Il fronte di lotta contro la cleptocrazia e il dominio dei sistemi bancari vive le prime ondate di riflusso. Negli States, gli indignati e gli sfiduciati dalle istituzioni devono fare i conti con la repressione, il freddo e, per non pochi di loro, anche con la fame. A Boston, il movimento degli occupy è stato sfrattato da Dewey Square, il responsabile della mensa ha rivolto un appello per far giungere del cibo ai dimostranti. Cacciato dalle piazze, ora il movimento inizia ad occupare le case sfitte, concentrando i suoi sforzi per riaffermare il diritto alla casa, gravemente compromesso dall’orgia di sfratti seguita allo scoppio della bolla dei mutui. La componente più giovane del movimento, negli USA come nel resto del mondo, continua a condividere una altissima sfiducia nelle istituzioni rappresentative, comprese quelle sindacali, e in quello che rimane dei partiti sedicenti di sinistra. Ciò che stenta ad affermarsi è una nuova visione politica in grado di contrastare la volontà repressiva di un sistema di potere sempre più conscio dell’onda montante delle proteste e sempre più determinato a soffocarle con la forza e la violenza di stato.
Le spese militari aumentano esponenzialmente in tutto il mondo e sono come il maiale, della cui carcassa non si butta via niente. I riservisti della 303esima Divisione dell'Esercito USA in North Carolina, quelli del famoso Commando Solo, oltre ad inviare dal loro aereo-stazione radio messaggi rivolti alle truppe e alle popolazioni di Nazioni come la Libia, l'Iraq e l'Afghanistan, lavorano per le società le cui attività sconvolgono i territori interessati e la vita dei loro abitanti. Come in Pennsylvania, ad esempio, dove le aziende che cercano petrolio negli scisti bituminosi dell'area si servono di tecniche di PsyOp, guerriglia psicologica, per gestire le proteste degli abitanti e contrastare le iniziative dei legislatori locali per mitigare i danni ambientali o ottenere ricadute più favorevoli in termini economici. Questo è quanto è emerso in un convegno organizzato a Houston a fine ottobre per discutere della Hydraulic Fracturing Initiative 2011, una iniziativa delle compagnie petrolifere per "fare leva sui media, i social network e le comunità locali per superare le preoccupazioni dell'opinione pubblica nei confronti della fissurazione idraulica", come viene definita la tecnica di estrazione basata su forti getti di liquido che frantumano le sabbie bituminose, il cui impatto ambientale è molto forte.
Molte aziende hanno candidamente ammesso di utilizzare esperti militari, invitando i colleghi ad applicare le tecniche del "Manuale da campo contro gli insorgenti" utilizzato dai Marines nell'Iraq, "perché stiamo affrontando una rivolta", come ha dichiarato uno dei "comunicatori" della Anadarko Petroleum. Nel corso del convegno di Houston sono state discusse modalità sperimentate in Iraq per condizionare la popolazione, tranquillizzarla o dividerla in fazioni opposte per rendere meno efficaci le eventuali azioni collettive. L’arsenale di armi da guerra psicologica si dimostra molto efficace in tempo di pace. Anche il mondo universitario offre spunti e strumenti preziosi, basati sulle tecniche di mediazione. La celeberrima Harvard Law School organizza per esempio un seminario dal titolo "Dealing with an angry public", "Trattare con una opinione pubblica incazzata".
Michael Hardt e Antonio Negri, nel loro “messaggio di fine anno”, ci ricordano che “oggetto di crescente antagonismo, è l'insieme dei sistemi di rappresentanza con la loro falsa pretesa di stabilire una gestione politica democratica.” Osservano anche che “le ribellioni contro il sistema politico dominante, i suoi politici di professione e le sue illegittime strutture di rappresentanza non sono dirette alla restaurazione di qualche immaginario sistema legittimo di rappresentanza del passato, ma piuttosto alla sperimentazione di nuove forme democratiche di espressione: democracia realya.” Quello che anche i professori della rivoluzione non conoscono sono però le risposte politiche da dare alla sfiducia e al non riconoscimento degli attuali sistemi di rappresentanza, pur dicendosi fiduciosi nella capacità del movimento di trovarle.
Qui il video ufficiale di “ringraziamento” di Occupy Wall Street, approvato per consenso dal New York City GA, il 20 di dicembre e diretto da David Sauvage per la produzione di Blowback Productions and the Occupy.com team
Video I Official Occupy Wall Street Thank You Video
#OccupyWallStreet Ringrazia i Suoi Sostenitori!
Il 2011 è stato un anno rivoluzionario per un nuovo movimento che sta cambiando il mondo. Da New York al Cairo stiamo solo iniziando. Siamo ancora occupati a costruire questo stupefacente movimento, e non lo potremo fare senza di voi – nostri sostenitori. Facciamo in modo che il prossimo anno sia ancora meglio!
